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Creatività in città
Notizie&Stampa / News&Press

La Bologna Design Week è considerata uno degli eventi principali per il design italiano e si terrà dal 26 settembre fino all’1 ottobre nel centro storico di Bologna. Una manifestazione dedicata alla promozione e alla cultura del design, una settimana dove i designers di tutta Italia insieme alle aziende, avranno libero sfogo per la presentazione di lavori e opere d’arte. Ci sarà la possibilità di visitare diversi padiglioni dove i designers proporranno le loro opere, i loro prodotti e le loro installazioni. La Bologna Design Week viene considerata un Fuorisalone, cioè una serie di manifestazioni che interessano tutta la città e rendono sempre più curioso e gettonato questo appuntamento.

Nato nel 2000, il Fuorisalone, ha assunto sempre più importanza e si è sviluppato richiamando artisti, designers, imprenditori e curiosi diventando un appuntamento imperdibile. L’obiettivo del Fuorisalone è la promozione del design come evento e installazione sul tessuto urbano. Un design che diventa accessibile a tutti grazie all’utilizzo di strumenti e servizi studiati su misura. Attraverso una serie di studiati da YouTool, è possibile partecipare a incontri aperitivo con designers, grafici, autoproduttori, studenti e professionisti per cogliere l’essenza dei progetti e fare networking. Tutti condividono la passione per il design, parola inglese traducibile con il termine progettare. Progettare deriva dal latino e significa gettare avanti.

Il design è avere consapevolezza del presente e immaginare un futuro in cui realizzare le proprie idee, anello di congiunzione tra ingegneria e arte, tra invenzione e stile, tra produzione e mercato. Esistono numerose forme di design: il design industriale progetta oggetti di consumo, il web design progetta siti e applicazioni internet, l'interior design progetta luoghi e spazi, l'interaction design progetta relazioni tra persone e oggetti, il graphic design progetta comunicazione e illustrazione. Più in generale, fare design significa avere uno sguardo attento a tutto il complesso mondo che ruota intorno alla realizzazione di un’idea, e il designer è il professionista che accompagna l'idea in tutte le sue fasi evolutive, coordinando tutte le altre professionalità necessarie per realizzare l'idea con efficacia.  èpicées - design dal gusto speziato sarà presente alla BDW 2016 con le grafiche per tessuti realizzate per DESTITEDESCHI. A breve vi aggiorneremo con maggiori dettagli. Stay tuned!

Illustrazione grafica: Elena Noferini - stage presso Studio épicées - design dal gusto speziato

 

prima grafica

seconda 

 

 

Santarcangelo Dei Teatri e la grafica editoriale
Notizie&Stampa / News&Press

Grafica per l'editoria. Nelle date 8 - 10 luglio,  15 - 16 luglio presso la manifestazione Santarcangelo dei Teatri, è possibile conoscere l'artista Petronella Ortmann, la sua arte poliedrica e le sue poesie. Accompagnata dalla nota macchina da scrivere color ocra, terrà sessioni di poesie "in diretta" accompagnate da reading in loco. Per gli amanti del mondo cartaceo e di quello fotografico, è possibile acquistare le poetry card dell'artista, realizzate da épicées.

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Shooting in Villa Spada
Notizie&Stampa / News&Press

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Per la realizzazione dello shooting dei foulard DESTITEDESCHI ci siamo concentrati sulla scelta della location individuando tra le varie proposte Villa Spada, uno dei parchi più frequentati di Bologna. Costruita nel 700 in stile Neoclassico, è perfetta per gli scatti poiché dotata di un giardino all’italiana che si estende per circa sei ettari: una location importante in grado di esaltare l'italianità del prodotto DESTITEDESCHI e renderlo protagonista in mezzo alla natura. I colori sgargianti dei foulard risaltano in mezzo al verde dando importanza alla persona che lo indossa e allo stesso tempo, mettendo in evidenza l’unicità del prodotto. I foulard DESTITEDESCHI sono realizzati interamente in Italia, utilizzando le migliori sete, in edizione limitata e dotati di certificato di garanzia e autenticità. Essi vengono confezionati a mano, nella città di Bologna. La ricerca della location adibita agli scatti dei prodotti è stata ben strutturata ed è durata diverse settimane. Ogni giornata di lavoro e studio degli ambienti prevedeva una visita ad un luogo del territorio bolognese durante il quale è stata fatta una ricerca iconografia e fotografica della superficie disponibile in modo da valutare ogni singolo dettaglio, punto di forza e debolezza. Sono stati presi in considerazione, ad esempio, le Sette chiese e l'interno della basilica di Santo Stefano dove si può trovare un fantastico chiostro medievale in stile romano–gotico, oppure il parco di Villa Ghigi situato sui rilievi collinari immediatamente dopo porta San Mamolo, in grado si offrire panorami mozzafiato sulla città. Altre valide alternative per la realizzazione dello shooting potevano essere i Giardini Margherita o il Parco Della Chiusa, denominato dai cittadini come Talom. I primi rappresentano il cuore verde di Bologna, parchi immensi dove la primavera e l’estate diventano magici, mentre il secondo apre scorci suggestivi sul fiume Reno, sui campi e sui vigneti. L’ultima tappa della ricerca è stata San Luca, un’importante santuario dedicato al culto cattolico che si eleva sul Colle Della Guardia, raggiungibile solo attraverso una lunga via porticata e con i suoi 3,796 km è considerato il portico più lungo al mondo. Apparentemente tutti i luoghi hanno qualcosa di speciale da offrire ma Villa Spada, grazie alla sua classicità e bellezza antica abbraccia pienamente lo stile di vita DESTITEDESCHI. Vista la produzione Made in Bologna, la città e le sue meraviglie, sono la sceneggiatura perfetta con colori importanti e atmosfere uniche.

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Moda, arte o design?
Notizie&Stampa / News&Press

Per chi vuole lavorare in ambito moda, legando arte e design tra loro, è utile parlare del WHITE.

WHITE offre ai suoi buyer un brand mix unico nel suo genere che punta a portare al salone i migliori progetti del contemporary internazionale. Grazie a questa strategia fortemente buyer-oriented, WHITE è frequentato da oltre 20mila buyer dei multi-marca più importanti del mondo e da circa 1000 giornalisti; il salone è un’ambita piattaforma per i marchi di nicchia e il palcoscenico ideale per tutte quelle aziende italiane e straniere di ricerca che si riconoscono nel suo DNA che mixa creatività, simpatia e impegno eco-etico.

Anche il brand DESTITEDESCHI parteciperà alla manifestazione presentando i prodotti in limited edition realizzati esclusivamente in seta. Vista la grande visibilità per i marchi emergenti, l'idea di esporre in questo meraviglioso palcoscenico sarà sicuramente apprezzata da tutti coloro che amano l'artigianalità dei prodotti, la cura dei dettagli e quindi un ritorno al Made in Italy.

WHITE è infatti la vetrina internazionale della moda contemporary ma anche il riferimento culturale per una generazione di stilisti, designer e artisti che trovano una preziosa rampa di lancio.  Stay tuned :)

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Il foulard quanti anni ha?
Notizie&Stampa / News&Press

Continuano la serie di articoli e pubblicazioni su questo interessantissimo accessorio.

Pur avendo attraversato gli anni è rimasto sempre presente nella moda come sinonimo di eleganza e perfezione. L’origine del foulard si perde nella storia.

Secondo alcuni studiosi del costume, il foulard per eccellenza trae ispirazione dal foulard indossato dai soldati di Napoleone. Un accessorio maschile che comunque fa impazzire le suffragette dei primi decenni del secolo. Se ne ritrovano tracce in alcune raffigurazioni in Oriente mille anni prima di Cristo, e in Occidente nel secondo secolo d.C. pare che fosse indumento appartenente ai soldati, nato quindi per proteggere. Lo ricordiamo poi, in tempi più recenti, sui capi delle contadine come protezione dal sole. Altri eserciti lo utilizzavano come contrassegno del loro grado o di appartenenza ad un gruppo.

Negli anni sessanta Audrey Hepburn portava il foulard annodato sotto al mento e spesso abbinato ad un paio di occhiali scuri, Jacqueline Kennedy in barca e Catherine Deneuve e Grace Kelly non ci rinunciavano mai facendone una vera e propria divisa. L'abitudine di portarlo sulla testa era anche di Sofia Loren. Forte di questo fascino retrò il foulard si ripresenta in questi ultimi anni sia sulle passerelle della moda, interprete privilegiato di un'eleganza senza tempo, sia incorniciato come quadro da collezione per abbellire ambienti di uffici, case e barche.

Dal sito artemare, riportiamo un articolo sulla storia del Foulard.

Le origini del foulard si perdono nella notte dei tempi: accessorio antichissimo visto che appare in Oriente, già in sculture cinesi della dinastia Chu mille anni prima di cristo mentre sono le statue di terracotta dell'esercito dell'imperatore Qin Shihuang a ricordarci come già nel III secolo a.C. la loro divisa comprendesse una specie di sciarpa morbida e spessa, di cui talvolta si indovinavano i vivaci colori. A Occidente è la Colonna Traiana del II secolo d.C. a raccontarci di come i soldati romani si proteggessero la gola dalle intemperie mediante il "focale" una striscia di tessuto fermata da passanti; indumento che però, soldati a parte, era considerato femminile. I romani portavano anche il sudarium infilato alla cintura per detergersi il viso e il collo e l'orarium legato al polso sinistro per manifestare tripudio al Circo Massimo, per applaudire i campioni o per sottolineare i passaggi migliori dell'arte oratoria.

I più bei foulards che oggi diremmo di lusso, venivano importati dalla Spagna, secondo quanto ci tramanda Catullo. Forse da questo momento le strade di quelli che diventeranno uno foulard e l'altro cravatta si dividono, e da semplice protezione passeranno ad essere indicatori di un determinato status sociale e addirittura elementi indispensabili nelle funzioni religiose. Già nel Quattrocento le donne sposate erano solite ricoprirsi il capo con un semplice telo quadrato, soprattutto nei riti religiosi. Il velo ha sempre avuto grande importanza, fino a pochi anni fa era impensabile che le donne partecipassero ad una messa senza velo, e anche se oggi nel mondo occidentale non esiste più quest'obbligo, è ancora diffuso l'uso. Il velo più significativo è quello da sposa. Nel rinascimento, i fazzoletti erano molto in voga. Alle donne piacquero molto i fazzoletti da testa: alle popolane dell'Europa meridionale, della Russia della Cina, dell'India. Li sfoggiavano nei campi per raccogliere la capigliatura, per vezzo (il foulard trionfa nei costumi tradizionali) e certo, per ripararsi. Ben presto se ne produssero di raffinati decorati con filo d'oro e la bellezza delle donne che lo indossavano veniva esaltata anzichè occultata. Con lo stesso scopo il fazzoletto da testa si mise anche al collo, si chiamò "fisci" e servì alle signore per velare una scollatura troppo sfacciata. Furono i mercenari croati nel 1660, con i loro servigi a Luigi XIV a portare in Francia il loro segno di distinzione intorno al collo, una striscia di stoffa più o meno preziosa a seconda del grado nell'esercito, cravatta sarà il suo nome definitivo. Secondo alcuni studiosi del costume, il foulard per eccellenza trae ispirazione dal foulard indossato dai soldati di Napoleone. Un accessorio maschile che comunque fa impazzire le suffragette dei primi decenni del secolo.

Ma la vera patria del foulard (dal provenzale ÒfoulatÓ, riquadro di stoffa) come lo intendiamo oggi nasce nel 1937, a Lione, grazie al genio di due produttori di sellerie e di accessori per l'equitazione, Emile Hermès e Robert Dumas. Il prodotto non era all'altezza delle aspettative qualitative dei due soci, che vennero tuttavia interrotti nella loro ricerca dalla guerra.

E' con il dopoguerra, nel 1948 che Hermès inizierà a produrre gli esclusivi 'carrè". Il foulard diventa voce importante anche nel prestigio delle griffe più affermate: in Francia le celebri Dior, Saint-Laurent, Chanel, Givenchy e Louis Vuitton. In Italia nomi antesignani del foulard d'autore sono stati Gucci, Ferragamo, Valentino e Roberta di Camerino seguiti poi da tutti gli stilisti d'alta moda pronta, da Mila Schon ad Armani, a Ferrè.

Continuate a seguirci e non perdetevi i prossimi articoli in ambito moda. Illustrazione grafica di Elena Noferini, graphic designer presso épicées design studio.

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