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Come sostenere il lavoro delle scuole di italiano per stranieri? Parliamoci
Notizie&Stampa / News&Press

Come sostenere il lavoro delle scuole di italiano per stranieri? La risposta a questa domanda arriva da artisti e grafici di tutta Italia, che hanno risposto all'appello di GSM Manifesta. La risposta è diversa, ognuno con il suo linguaggio e la sua poetica. L'inaugurazione della mostra Parliamoci di GSM manifesta avverrà il 21 settembre, alle ore 19.00. Presso il Laboratorio Fomentini, in via Fomentini 10 a Milano, potrete scoprire oltre 80 risposte dal linguaggio artistico, minimale, concettuale, illustrato, grafico e pittoricoQuesto spazio naque con lo scopo di valorizzare il lavoro editoriale in Italia. A seguire il progetto realizzato da Fabiana Ielacqua - épicées design dal gusto speziato - per GSM Manifesta: http://gsm-manifesta.tumblr.com/post/150080507062

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Dal sito http://www.laboratorioformentini.it/

Inaugurazione mostra

Per Irene la Francia e la sua lingua sono stati un dono involontario dei suoi genitori russi.
Per Agota, invece, la scelta del francese è una condanna, in esilio dall’Ungheria.
Joseph, Vladimir e Arthur sono passati, dal polacco, russo e tedesco, all’inglese. Idioma universale, abbandonato da Samuel per il suo Godot in francese. Antonio è ricorso al portoghese per Requiem: aveva “bisogno di una lingua differente: una lingua che fosse un luogo di affetto e di riflessione.
Beppe ha creato il suo Johnny, mescolando italiano e inglese con il coraggio di un partigiano: I’ll go on to the end. I’ll never give up. Jhumpa, statunitense di origine indiana, usa generalmente l’inglese, ma ha scritto in italiano il libro “In altre parole”: una dichiarazione d’amore verso la nostra terra.

La lingua è un crocevia di storie. Imparare la lingua del paese in cui si vive è necessario per mettere le persone in relazione con le persone, per inserirle in quel mondo, superare lo straniamento, la distanza.Con questo spirito GSM ha promosso l’iniziativaParliamoci dedicata alle scuole di italiano per stranieri, eleggendo quei luoghi a simbolo di accoglienza, cultura, partecipazione, scambio di conoscenze e di relazioni.

Ad affiancare Parliamoci anche Un libro in movimento, il risultato di un’esperienza compiuta da Alice Werblowsky, Guido Scarabottolo, Claudia Bagolin e Niki Milicevic presso la scuola di italiano per stranieri CPIA Pizzigoni di Milano. Studenti, di etnie e età diverse, hanno disegnato i propri ritratti. Ne sono uscite tante storie, che, in armonia o in opposizione, compongono una storia più grande, raccontata dall’insieme dei volti dipinti. Il serioso Kevin, l’allegro Momo, la lunare Bernadette, il riccio Joel, la conturbante Masha, la spumeggiante Didi, il beffardo Randson, lo spaventato Didier, il rabbioso Deniel. Osservando gli autoritratti, a poco a poco, affiorano le storie, le paure, i sogni, le sensazioni che sono loro, ma che in qualche modo ci appartengono. Abdou è due linee, due punti e una bocca. Festus ha il tocco della genialità. Tisari un animo fanciullo, Vera un grande amore che l’aspetta chissà dove. Ablaye gli occhi vuoti, pieni di paura.

 A seguire gli scatti del team GSM Manifesta durante la fase di allestimento della mostra presso il Laboratorio Fomentini.

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Tags: épicées, design dal gusto speziato, grafica editoriale, parliamoci, gsm manifesta, milano, editoria, editorialaboratorio fomentini, fabiana iecqua, design studio, graphic design bologna, manifesti

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